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Borgo di Acerenthia, viaggio nel paese fantasma

Siete appassionati e amate avventurarvi alla scoperta di borghi medievali, ricchi di storia e misteriosi? Allora la Calabria è il posto giusto. Tra i tanti magnifici borghi, vi vogliamo raccontare la storia del borgo di Acerenthia o Cerenzia Vecchia, in provincia di Crotone. La particolarità di questo borgo che affascina i visitatori che vi si avventurano, è data dal fatto che si tratta di un borgo abbandonato. Il paese fantasma di Acerenthia, infatti, venne abbandonato dalla popolazione nel 1844, principalmente a causa delle cattive condizioni igieniche ed epidemie che causavano diversi stermini. Per via delle epidemie la popolazione si ridusse con il passare del tempo, fino a raggiungere il numero di poche centinaia di persone tra il 500 e la prima metà del 600.

Dopo il terremoto del 1738 che distrusse diverse zone della Calabria tra cui lo stesso borgo di Acerenthia, gli abitanti decisero di trasferirsi e costruire un nuovo borgo, su un colle posto sopra l’ormai vecchio comune. Il nuovo centro urbano di Cerenzia venne realizzato e nel 1844 il vecchio borgo di Acerenthia venne ufficialmente abbandonato.

Il borgo è stato abbandonato per diversi decenni con zone spesso utilizzate per il pascolo. Solo nel corso degli ultimi anni sono stati lanciati dei programmi di valorizzazione e recupero del territorio, con la realizzazione di un Parco Archeologico, grazie all’intervento dell’Amministrazione Comunale.

Il borgo fantasma di Acerenthia dista appena 10 chilometri a est rispetto a San Giovanni in Fiore. Quando era ancora viva, il piccolo paese fu sede vescovile per ben 9 secoli, tanto da essere considerata la diocesi suffraganea nel meridione. Se vi trovate a visitare il borgo fantasma di Acerenthia, vi consigliamo di fare un salto alle Grotte Basiliane, nella zona Giancola a 2 chilometri di distanza. Era proprio in queste grotte che si tenevano i riti della tradizione greco bizantina.

La città fantasma fu fondata di Filottete o dagli Enotri, dato poco chiaro per gli studiosi. Sorgeva, circondata da mura alte, sulla vallata del fiume Lese che un tempo era noto come Acheronte (da qui il nome del borgo). Il borgo è costituito principalmente di antichi ruderi, le vecchie abitazioni e palazzi storici andati in rovina, tra cui i resti dell’antico palazzo del Vescovado, simbolo e monumento di Acerenthia.

Il Vescovado, posto al centro della città, fa intendere che si tratta di un edificio d’inestimabile valore. Altra struttura importante del borgo era la chiesa, dedicata a San Leone e al martire San Teodoro di Amasea. Nonostante la chiesa sia in rovina, è visibile l’architettura originaria a 3 navate.

È possibile raggiungere l’antico borgo in auto e volendo è possibile visitare il borgo richiedendo l’assistenza di una guida turistica.

Consiglio: Non vi aspettate di arrivare in questo fantastico borgo abbandonato e trovare dei ristoranti e locali dove prendere da mangiare. Il borgo è completamente abbandonato e l’unico modo per mangiare o bere qualcosa, se non avete provveduto a portarvi qualcosa da casa, è quella di raggiungere i vicini centri abitati.

Sito: Comune di Crotone




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