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Pasqua a Civita, la festa delle feste: dalle Kalimere alla Vallja

Civita, il piccolo borgo di origine albanese, nel cuore del Pollino, nella settimana santa revoca i riti della liturgia bizantina, ricchi di simboli e suggestivi, molti di essi legati  ad antichi riti sacri e profani.

Pasqua a Civita: Il canto delle Kalimere

Durante la settimana santa, Java e Madhe, soprattutto negli ultimi giorni, per le vie del centro storico è possibile ascoltare il canto delle Kalimere, canti augurali in lingua albanese che raccontano la passione e morte di Cristo. I canti cessano con la cerimonia di E Diellja e Pashkëvet, ovvero la domenica di Pasqua.

Il nome di questo canto deriva dal greco Kalimera, buongiorno. Queste composizioni poetiche sono state tramandate oralmente nella storia di questo popolo. Alcuni sono anonimi, altri invece sono attributi a noti autori storici come Giulio Variboba. Anche in questo caso il popolo è il protagonista principale, attore e improvvisatore del canto racconto.

Alla fine della Quaresima anche a Civita troviamo la  Kreshmeza, parente della Corajisima.

Pasqua a Civita: il rito della Vallja

Uno degli appuntamenti pasquali più attesi a Civita è la Vallja.

La Vallija è l’antica ridda, danza che celebra le gesta dell’eroe Giorgio Castriota Skanderbeg che condusse il popolo in Calabria, dopo aver sconfitto la battaglia contro i turchi.

Una danza popolare in cui giovani vestiti in costume tipico arberesh, si intrecciano tenendosi per mano per mezzo di fazzoletti, fino a formare catene umane. Le 2 estremità di questa catena sono guidate da due figure particolari, i cosiddetti flamurtare (portabandiera). La Vallija si sposta per le vie del centro storico esibendosi in canti popolari, rapsodie tradizionali, canti di buon auspicio oppure di offesa, sempre improvvisati.

La Vallja compiendo particolari spostamenti, coinvolge e “imprigiona” qualche curioso e cortese visitatore. L’imprigionato dovrà offrire qualcosa in segno di riscatto per la propria libertà.

Particolare è la Vallja e burravet, la ridda degli uomini. I passi e i toni sono più intensi e per certi versi gravi. In questa Vallja si esibiscono solo uomini che nei loro movimenti ricordano la tattica di combattimento messa in atto da Skanderberg per catturare il nemico.

Come vuole la tradizione questa particolare danza si svolgeva, anticamente il pomeriggio della domenica di Pasqua, il lunedì e il martedì successivi. Negli ultimi anni la celebrazione della Vallja si tiene solo il martedì successivo a Pasqua.

Civita non è l’unico borgo in cui è possibile assistere a questo solenne rito. Lo si celebra anche nelle comunità di Frascineto, Eianina, San Basile e Firmo.

Curiosità sulle Vallje

Il nome originale delle Vallje è in realtà Valle. Stando a quanto dichiarato dal Dottor Giuseppe Baffa, la j deriverebbe da un refuso apparso su un manifesto degli anni 70.

Una partecipazione sentita dal popolo di origine albanese, tanto che si ha la sensazione di essere trascinati e travolti in un mondo parallelo, guidati dai canti e dai colori sgargianti dell’abito popolare con elementi in oro e finiture eleganti.

Attenzione: Le immagini riportate nell’articolo sono state scattate durante il rito delle Vallje in località San Basile.




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