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Stoccafisso ricetta calabrese alla ghiotta

Lo stoccafisso è un pesce molto apprezzato nella cucina del sud Italia, soprattutto nel territorio tra Calabria e Sicilia. Come tutti sapranno, infatti, Mammola (in provincia di Reggio Calabria) è ormai diventata famosa, a livello internazionale, per il suo saporito e gustoso stocco.

Pertanto per preparare lo stoccafisso alla ghiotta, secondo la ricetta calabrese, è necessario che lo stocco di Mammola sia quello originale.

Se invece non avete lo stocco di Mammola, potete usarne un altro e ricordarvi di venire a mangiare in Calabria questo famoso piatto tipico.

Andiamo a vedere come preparare lo stoccafisso calabrese, ricetta ‘alla ghiotta’ (4 persone):

    • 500 g di stoccafisso di Mammola (pulito e spugnato a pezzi);
    • 5 pomodori (per la salsa);
    • 1 cipolla rossa di Tropea tritata;
    • 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva;
    • Sale q.b.;
    • Olive verdi e nere in salamoia;
    • 4 patate;
    • Peperoncino calabrese rosso essiccato (se non gradite quello piccante potete usare peperoni);
    • Prezzemolo;

 Preparazione

Oltre agli ingredienti, anche la pentola all’interno della quale viene preparato il piatto, contribuisce al risultato finale. In un tegame di terracotta (in alternativa va bene anche una casseruola) fate soffriggere la cipolla con l’olio. Aggiungete successivamente i pomodori, mantenendo la cottura a fiamma media per circa 5 minuti.

Successivamente aggiungete le patate tagliate a spicchi e dopo pochi minuti completate con lo stoccafisso a pezzi, olive e il peperone e il sale (il peperoncino potete frammentarlo oppure metterlo intero, a vostro gusto). Lasciate cuocere il tutto a fuoco lentissimo e con coperchio per ulteriori 20 minuti, evitando di mescolare gli ingredienti. A cottura ultimata, spegnete il fuoco,non vi resta che impiattare e servire.

Se siete indecisi su cosa bere, sappiate che lo stoccafisso di Mammola è l’unico pesce che si sposa bene con il vino rosso, magari un bel Cirò.

Curiosità sullo Stocco di Mammola

In passato lo stocco era considerato il piatto dei poveri, perché era facilmente reperibile e dava molta energia.  Difatti, anziani, bambini e donne in dolce attesa lo utilizzavano nella loro dieta. L’antica tradizione è mantenuta ancora oggi. Secondo la tradizione regionale, inoltre, è quasi d’obbligo osservare l’uso di consumare il piatto dello stocco di Mammola nella cena del Venerdì Santo e la Vigilia di Natale che in Calabria è a base di pesce. Allo stocco di Mammola viene attribuito il simbolo di buon auspicio e ricchezza, per questo motivo ancora oggi viene offerto in dono.

Se vi trovate in vacanza in Calabria, non mancate all’appuntamento con la sagra dello stocco di Mammola, che viene celebrato ogni anno il 9 agosto, dal lontano 1978. Una festa che tra musica e danze popolari, riporta in tavola tante mangiare Calabria preparate con questo gustosissimo ingrediente. La Sagra di Mammola è tra le più seguite delle feste estive in Calabria.

Come in molti già sapranno, non esiste alcun allevamento di merluzzi a Mammola. Infatti, il pesce (merluzzo) proviene dal Nord Europa, dove viene pescato e selezionato. Dopo esser stato pulito e messo a essiccare sotto sale il pesce diventa baccalà. Quelli di media grandezza proseguono il processo di essiccazione fino a diventare Stoccafisso o pesce stocco. Concluso il processo di essiccazione, lo stocco viene importato in Italia e nel nostro caso a Mammola, dove inizia un nuovo processo di lavorazione completamente artigianale.

Lo stocco una volta arrivato a Mammola, viene messo in ammollo per diversi giorni, in acqua di sorgente. Sono proprio le acque sorgive di Mammola che hanno una particolare composizione chimico fisica, ricche di sostanze oligominerali a favorire una buona maturazione dello stocco. Il processo artigianale e locale della lavorazione dello stocco di Mammola, porta alla produzione di un piatto di alta qualità della cucina calabrese.




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